
Le specifiche trapelate qualche giorno fa indicano che Google Pixel 6 e Pixel 6 Pro sono dotati di un SoC proprietario e rispettivamente di display da 6,4 pollici e 6,71 pollici. Il Pixel 6 dovrebbe utilizzare un pannello OLED mentre il Pixel 6 Pro dovrebbe sfoggiare uno schermo P-OLED che utilizza un substrato di plastica anziché di vetro. Un tweet di Ross Young, CEO di Display Supply Chain Consultant (DSCC), fornisce ulteriori informazioni.
We hear both phones will use panels from Samsung Display. The 6 will have a rigid OLED display which should help keep the cost down.
— Ross Young (@DSCCRoss) July 9, 2021
Young afferma che sia Google Pixel 6 che Pixel 6 Pro utilizzeranno pannelli prodotti da Samsung, aggiungendo che il Pixel 6, per risparmiare, avrà un display OLED rigido. Quest’ultimo utilizza un substrato di vetro ed è più soggetto a danneggiarsi rispetto a uno flessibile. È anche più probabile che si rompa in caso di caduta. Tuttavia, è più economico e Google spera di sfruttare il costo inferiore per proporre al pubblico uno smartphone più competitivo.
Young ha sottolineato che il costo di un pannello OLED rigido è solo un terzo del costo di uno schermo OLED flessibile. Tuttavia, questi comportano alcuni limiti. Ad esempio, i pannelli OLED rigidi non consentono cornici sottilissime su un telefono, motivo per cui Apple non li usa su iPhone. Se questo rapporto è legittimo, Google ha optato per il costo e non per il design con Pixel 6.
Ci sono ancora molte incognite per quanto riguarda i display della serie Google Pixel 6. Considerando il risparmio di costi sul substrato rigido, è molto improbabile che Google abbia scelto di equipaggiare dei display realizzati con tecnologia LTPO, vero cavallo di battaglia degli smartphone del 2022. Con tale tecnologia, è possibile personalizzare la frequenza di aggiornamento abbassandola e aumentandola in maniera drastica in base alla situazione (si può scendere fino a 1 Hz).
L’appuntamento per scoprire la verità sui nuovi modelli di Pixel è fissato per il mese di ottobre.